Teatro della Cometa


Stagione Teatrale 2019/20



DAL 29 GENNAIO | 16 FEBBRAIO 2020

Tehauana Sals presenta

IMPARARE AD AMARSI

di Pierre Palmade e Muriel Robin

con Pino Insegno e Alessia Navarro

regia Siddhartha Prestinari

musiche originali Bungaro e Antonio Fresa

Un matrimonio, un divorzio, un rincorrersi di dubbi, mancanze e rancori. Poi la vita che riprende colore con nuovi amori, nuove promesse e rinnovati “per sempre”. Poi, forse, un riavvicinamento, perché, come dicono i saggi, talvolta bisogna perdersi per ritrovarsi. La forza di questo testo, che ha registrato per anni il tutto esaurito in Francia e ha ottenuto grande successo anche in Italia, è l’originalità della struttura: sembra ispirato a Le Sedie di Ionesco, in cui gli attori interagiscono con decine di altri personaggi invisibili ma reali, creando sublimi siparietti. dialoghi ficcanti, divertenti, intrisi di grande ironia danno un ritmo musicale al racconto e ci si ritrova a ridere dell’amore, a ridere di noi stessi, ma soprattutto ci si ritrova con la voglia di innamorarsi ancora, perché l’amore... non c’è storia, ti acchiappa, ti stordisce e vince sempre.

Durata 75 minuti senza intervallo

Orari spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21.00
Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00.

Costo biglietti: Platea 25 euro, Prima Galleria 20 euro, Seconda Galleria 18 euro
Prezzi Ridotti RISERVATI AD I SOCI ARS IN URBE: Platea 20 euro, Prima Galleria 18 euro, Seconda Galleria 16 euro.
Le riduzioni sono valide nei giorni infrasettimanali esclusa la prima e le pomeridiane del sabato. Il Sabato sera e la Domenica pomeriggio il prezzo è intero).

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria.

Prenota subito!

dal 19 Febbraio al 1 Marzo

NEANCHE IL TEMPO DI PIACERSI

di Marco Falaguasta, Alessandro Mancini e Tiziana Foschi

con Marco Falaguasta

Regia Tiziana Foschi

In scena Marco Falaguasta ricorda i ragazzi spensierati e felici negli anni 80, gli anni del boom economico nel quale si respirava l'ottimismo e la positività che sono diventati genitori in tempi pieni di incertezze, instabilità ma anche di progresso e connettività. Cosa si portano dietro di quegli anni quei ragazzi, quanto è rimasto in loro di quello sguardo positivo con il quale aspettavano il futuro? Le nuove tecnologie e procedure che i figli utilizzano con disinvoltura, si sono inserite e hanno condizionato le loro abitudini e il loro modo di vivere la quotidianità?

Note
Noi che siamo stati ragazzi spensierati e felici negli anni 80, gli anni del boom economico del quale non sapevamo niente ma ne respiravamo l'ottimismo e la positività, siamo diventati genitori in questi tempi pieni di incertezze, instabilità ma anche di progresso e connettività. Cosa ci portiamo dietro di quegli anni, quanto è rimasto in noi di quello sguardo positivo con il quale aspettavamo il futuro? Come le nuove tecnologie e procedure che i nostri figli utilizzano con disinvoltura, si sono inserite e hanno condizionato le nostre abitudini e il nostro modo di vivere la quotidianità? Quante volte ci siamo scoperti a pensare che eravamo meglio noi, con le nostre telefonate dal fisso o dalla cabina telefonica (quando cercavamo un po' d'intimità ed eravamo riusciti a trovare i gettoni necessari), le feste il sabato pomeriggio a casa con i genitori che controllavano che tutto filasse liscio, le nostre interminabili partite al subbuteo, gli occhialetti dell'intrepido, i giornaletti e le videocassette porno riposte nei nascondigli più improbabili. Noi che per comprare parlavamo con il commesso e non con il corriere. Però, magari, un secondo dopo, ci scopriamo a usare le app per noleggiare la macchinetta del car sharing o a rinnegare la moca per farci il caffè più rapidamente con la cialda. È complicato essere obiettivi con i nostri figli che giocano on line, che ci superano quanto a velocità di esecuzione e capacità di avvalersi della tecnologia per interagire, prenotare alberghi, cene, cinema, teatri ... noi che, tutto sommato, siamo un po' permalosi quando ci sentiamo dire dai ragazzi che non siamo abbastanza "social" perché pubblichiamo male, troppo, troppo poco con hashtag sbagliati. Noi che cominciamo a diventare sbagliati. Si, proprio così. È complicato ammettere che le nostre abitudini, soprattutto di pensiero, stanno diventando vecchie. È complicato accettare che dobbiamo essere noi ad avanzare verso loro e non pretendere che siano loro a tornare indietro verso noi. Quando ci dicono che questi erano gli stessi discorsi che facevano i nostri padri e prima ancora i nostri nonni, non ci stiamo. Non è possibile che anche noi siamo rimasti vittima dello stesso meccanismo. Noi, i ragazzi degli anni 80, con quel sorriso sempre stampato sul viso, vestiti in quella maniera così colorata, con i capelli cotonati, le spalline alle giacche e il giubbotto di pelle alla Fonzie, noi non ci saremmo dovuti cadere! Noi, no. E invece eccoci qui a commentare e lamentarci di una burocrazia sempre più arrogante e antagonista e di una società che consuma tutto talmente tanto velocemente che quello che avevamo comprato ieri è già vecchio, da buttare e da sostituire. Insomma a fare pensieri da cinquantenni, ma com'è possibile, che proprio noi ... siamo diventati cinquantenni. Eppure, se ci fermiamo un attimo e facciamo i conti, tutto torna. Allora tanto vale ridere di noi, cosi, forse, si rimane un po' più giovani.

Durata spettacolo: 90 minuti

Costo biglietti ridotti per i Soci di Ars in Urbe:
Platea € 20,00 (anziché € 25,00)
Prima Galleria € 18,00 (anziché € 20,00)
Seconda Galleria € 16,00 (anziché € 18,00)

Le riduzioni sono valide nei giorni infrasettimanali e le pomeridiane del sabato - Sabato sera e domenica pomeriggio prezzo intero.

Orari spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21.00 - Sabato ore 17,00 e ore 21,00 - Domenica ore 17.00

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria.

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Ufficio Stampa e promozione: Elisabetta Martinelli
Botteghino: lunedì al sabato dalle 10:00 alle 19:00 in Via del Teatro Marcello 4
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